Dott.ssa Manuela Endrizzi, Psicologa Psicoterapeuta
La mia attività di psicologa psicoterapeuta che svolgo principalmente a Trento mi ha dato grandi occasioni di crescita umana e professionale. E’ una professione che ti porta a riflettere su molti temi e questioni. In questi giorni ho riflettuto sull’importanza di dire “no”, sull’importanza di ascoltarci e di prenderci cura dei nostri bisogni.
La nostra società ci spinge a essere connessi 24 h su 24 h, chiede, pretende, ci vuole sempre reattivi, disponibili. Quante persone non riescono a staccare veramente durante le loro poche e meritate ferie? Cosa ce lo impedisce veramente? Davvero potremmo perdere occasioni lavorative e possibilità? Davvero c’è tutta questa urgenza? Io credo che la spinta a essere sempre disponibili sia più nostra, riguardi più che altro i messaggi che abbiamo ricevuto e registrato quando abbiamo scelto come stare al mondo, scelte che abbiamo preso quando eravamo bambini per garantirci la cosa più importante, l’essere amati e visti.
L’Analisi Trasazionale, teoria psicologica ideata da Eric Berne negli anni 50, identifica “le Spinte”, studiate e sperimentate da due autori statunitensi Taibi Kahler e Hedges Copers. Le spinte sono messaggi verbali che ci sono stati detti esplicitamente e sono cinque: “Sforzati”, “Compiaci”, “Sii perfetto”, “Sii forte”, “Sbrigati”, queste spinte ci portano ad essere come gli altri ci vogliono, ma dove stiamo noi, con i nostri bisogni?
Credo che il primo passo sia quello di fermarci e ribaricentrarci, chiederci di che cosa abbiamo bisogno, accoglierci e darci modo di ascoltarci, imparare ad essere morbidi con noi stessi, abbracciarci ed in seguito mettere dei confini alle richieste dell’altro, darci il permesso di dire no, perchè ogni volta che lo facciamo ci riconosciamo potere, forza e capacità di definirci e autodeterminarci, ci differenziamo e così facendo diventiamo realmente noi stessi.