Quando penso alla “resilienza” penso a una delle qualità migliori dell’essere umano.
Pensate a quanto può servire nella vita avere la capacità di resistere alle difficoltà, di saper sopportare e aspettare che fuori smetta di piovere.
Pensiamo alle persone che hanno vissuto eventi estremi, come i campi di sterminio, le prigionie, le guerre, i maltrattamenti, mi chiedo come hanno fatto a resistere?
Come hanno fatto a sopravvivere e magari ad essere ancora in grado di vivere ed avere una vita sociale dignitosa? Come hanno fatto a non impazzire? Questione di resilienza.
La resilienza è la capacità di adattarsi agli eventi.
Se pensiamo alla definizione di resilienza riportata nel risk menagement ci dice che: “è la capacità intrinseca di un sistema di modificare il proprio funzionamento, prima, durante e in seguito a un cambiamento o ad una perturbazione in modo da continuare le operazioni necessarie sia in condizioni previste che impreviste.”
Pensiamo a quante volte nella vita abbiamo dovuto imbatterci in persone poco empatiche, piene di se stesse e completamente autocentrate?
Come abbiamo fatto a farci spazio, come abbiamo fatto a tenerci saldi e fermi sui nostri obiettivi senza farci distruggere.
Magari ci siamo dovuti adattare, ci siamo spostasi, ci siamo creati un nostro spazio immaginario se l’ambiente non ce lo concedeva, ci siamo creati una dimensione dove vivere e combattere, dove il resistere però non era fine a se stesso ma indirizzato verso un obiettivo ben chiaro, verso un futuro migliore.
Quante volte incontreremo gente sulla nostra strada che ci dirà che non valiamo nulla, che il nostro pensiero non conta, che noi se ci siamo o meno fa poco la differenza.
Questo ci ha impedito di raggiungere i nostri obiettivi? Molto spesso no, anzi, ci ha resi più forti e temprati, in grado di resistere, combattere, passo dopo passo, per ottenere i nostri obiettivi.
La resilienza ha sicuramente a che fare con la parola tenacia e con la parola speranza che insieme portano sicuramente alla parola felicità.
La persona resiliente, non è che non cade e non sbaglia.
Invece è quella persona che dopo aver sbagliato ed essere caduta ha mostrato in se delle qualità che neanche sapeva di avere.
E’ colui che magari per un po’ è anche rimasto a terra (le persone resilienti non sono superman) ma piano piano ha trovato la forza per rialzarsi, per far si che i propri sbagli ed errori diventino un fatto su cui riflettere e imparare, imparando che gli errori non totalizzano le persone come sbagliate.