Vittime o carnefici

Culturalmente cresciamo con l’idea che o impariamo a difenderci o verremo sopraffatti. Viviamo in una società dicotomica, semplice. Non mi stupisce che spesso accadano degli agiti portati “dall’esasperazione”, una persona non può reggere a umiliazioni e soprusi per sempre.

Perchè non  insegniamo ai nostri figli l’assertività? Mi sono accorta che molte persone  non conoscono nemmeno il significato di questo termine scambiandolo per compiacenza o sottomissione. Mi sembra quindi importante fermarmi un momento sul significato di  questa parola. Essere assertivi significa imparare a  comunicare il proprio punto di vista, il proprio vissuto e saper ascoltare allo stesso tempo il punto di vista e il vissuto dell’altro. E’ la capacità di sentirci potenti da un punto di vista comunicativo senza per questo dover schiacciare l’altro,  di non sentirci vittime o carnefici ma di esprimere noi stessi.

L’assertività non si impara da un giorno all’altro ma è un modo di crescere e di vedere il mondo, di non sentirsi in balia degli altri. Se si imparasse a comunicare e ad ascoltare, se ci si desse valore senza toglierlo all’altro credo proprio che molte problematiche sociali, compresa la piaga del bullismo andrebbero a risolversi.

Pensate che bello sarebbe se nelle scuole si avesse la possibilità di “insegnare all’assertività”, un momento dove vengono svelati gli schemi mentali che ci portano a impersonare  la vittima o il carnefice, sarebbe un passo verso un futuro migliore.